L’ASSASSINIO DELLO SCRITTORE NAHED HATTAR: I TERRORISTI ISLAMICI, I LORO PADRINI, E LA BATTAGLIA DI ALEPPO

Lo scrittore Nahed Hattar assassinato dai fascisti islamisti
di Vincenzo Brandi* - Roma 27.9.2016
Partiamo da una notizia che non
ha suscitato grande eco sulla stampa internazionale. Qualche giorno fa lo
scrittore giordano Nahed Hattar è stato assassinato sulla
porta del tribunale di Amman da un terrorista islamico. La sua colpa era quella
di essere un laico, ateo, e sostenitore del governo siriano guidato dal
Presidente Bashar al-Assad nella sua lotta contro le bande degli integralisti
islamici finanziate ed armate dagli USA e da altri paesi della NATO, e dai loro
alleati mediorientali (Arabia Saudita, Qatar, Turchia).
Hattar aveva condiviso su Facebook una vignetta in cui veniva presa in giro la
pretesa dei terroristi dell’ISIS (o Daish in arabo) di andare in paradiso come
martiri della fede. Il primo ministro della Giordania (un paese vassallo degli
USA, UK ed Arabia Saudita), Hani Mulki, simpatizzante della Fratellanza
Musulmana, invece di proteggerlo, lo aveva fatto arrestare e processare per
“oltraggio alla religione, settarismo e razzismo”, additandolo in pratica alla
vendetta dei terroristi.
Tutto questo non è casuale: il “civile” e “liberale” Occidente, ed i loro
alleati mediorientali, si servono normalmente dei terroristi fanatici islamici
per colpire chi si oppone al loro sogno di dominio mondiale.
Negli anni ’70 il governo laico comunista dell’Afghanistan fu messo in
ginocchio dai mercenari islamici fanatici, accorsi da decine di paesi, armati e
protetti dagli USA e dall’Arabia Saudita, guidati da gente come Bin Laden,
creatore di Al Queida con la complicità dei servizi segreti americani, sauditi
e pakistani.
Negli anni ’90, mentre gli USA davano il primo colpo (Prima Guerra del Golfo)
all’Iraq laico guidato dal partito socialista Baath, i nuovi eroi
dell’Occidente erano una banda di integralisti islamici che voleva istituire un
regime islamico in Bosnia, con il solito codazzo di jihadisti di Al Queida
affluiti da tutto il mondo islamico. Naturalmente i musulmani furono fatti
passare per povere vittime dei cattivissimi Serbi-Jugoslavi scatenando la
solita alluvione di false notizie, come il presunto massacro di Srebrenica (un
episodio ancora tutto da chiarire, come emerge da vari accurati lavori (1)).
Il cosiddetto “assedio di Sarajevo” (in realtà la città era divisa tra i
quartieri centrali a maggioranza musulmana ed i quartieri periferici serbi, da
cui i miliziani si sparavano addosso a vicenda) divenne il simbolo
gettonatissimo della cattiveria dei Serbi. Oggi un interessante libro di Toschi
Marazzani (ed. Zambon(2)) denuncia la crescita dell’integralismo in
Bosnia, da cui partono legioni di jihadisti verso la Siria e l’Iraq per
ingrossare le fila di Daish.
Poi è stata la volta della Seconda Guerra del Golfo del 2003, che ha fatto a
pezzi l’Iraq, anche per mezzo della mobilitazione di gruppi dirigenti tribali
della comunità curda, con la prospettiva di uno staterello fantoccio protetto
da USA, Turchia ed Israele. Poi è stata la volta della Libia laica di Gheddafi
dove i bombardamenti della NATO hanno aperto la strada agli integralisti di
Alba Libica ed alle feroci milizie di Misurata, organizzate dai Fratelli
Musulmani, fino allo sfacelo attuale. Infine è stata aggredita la Siria, dove
combattono una serie impressionante di gruppi jihadisti terroristi (Daish,
Fateh al-Sham ex al-Nusra, Jaish al-Islam, Ahrar al-Sham, ecc.).
Gli USA, come in Iraq, usano spregiudicatamente anche i contrasti etnici in un
paese come la Siria, dove tutte le religioni, il libero pensiero laico ed ateo,
le varie etnie, hanno avuto sempre pari diritti. E’ in corso nella sinistra
italiana un dibattito sul ruolo dei Curdi (dei cui diritti chi scrive è stato
in passato un aperto sostenitore) ma che ora sembra abbiano anteposto (forse
con molte illusioni) i loro interessi etnici a quelli della generale battaglia
antimperialista, alleandosi con gli USA: essi hanno illegalmente concesso basi
militari agli USA in territorio siriano, di cui l’esercito americano si serve
per minacciare ed attaccare l’esercito nazionale siriano che difende l’indipendenza
e la sovranità del paese. Infatti la distruzione della Siria - il paese più
laico e secolare del Medio Oriente, dove le donne godono di tutti i diritti e
possono passeggiare sole con le gonne sopra il ginocchio per le vie di Damasco
senza essere disturbate (sono di ciò testimone oculare), dove esiste un
servizio sanitario nazionale ed un sistema di istruzione laico pubblico e
gratuito fino all’università – rimane lo scopo principale dell’imperialismo
USA, dei suoi alleati, e di Israele. Il piano, già illustrato da molti anni nei
documenti dei “neocons” , consiste nella “distruzione creativa” di tutti gli
stati sovrani che si pongono di traverso sul cammino imperiale. Ma da oltre 5
anni l’esercito ed il popolo siriano, guidati dal Presidente Assad, resistono,
ed ora sono passati alla controffensiva con l’aiuto dell’aviazione russa e
delle eroiche milizie libanesi di Hezbollah, che già sconfissero l’esercito
israeliano nel 2006. Ecco allora che i soliti scribacchini alla Bernard Levy, e
tutti gli imitatori italiani ed occidentali, comprese le Botteri e le Goracci,
lanciano la nuova campagna mediatica. Una volta c’erano i cattivi Serbi che
assediavano Sarajevo. Oggi sono i Russi e i Siriani fedeli al proprio governo
che “assediano” e bombardano Aleppo, la più importante città della Siria
insieme a Damasco. Non viene detto che in realtà sono stati i terroristi che
hanno assediato Aleppo per 4 anni, bombardandola, tagliandole l’acqua e
l’elettricità ed occupando solo alcuni quartieri, dove si sono fatti scudo dei
civili, cui non viene permesso di mettersi in salvo attraverso i 4 corridoi
umanitari predisposti dal governo. Ma nonostante tutto la Siria è ancora in
piedi, con l’aiuto di Russia, Iran, Cina, Hezbollah, e tutti i democratici
laici arabi. Cresce l’isteria di USA, UE, Arabia Saudita (che a sua volta
bombarda e distrugge lo Yemen), ma i combattenti patriottici siriani non si
lasciano impressionare.
(1)Vedi
ad es, “Menzogne di Guerra” del giornalista tedesco Elsasser, ed i due ottimi
dossier della “Città del Sole” su Sebrenica.
(2) Jean Toschi Marazzani Visconti: “La Porta d’Ingresso
dell’Islam”, ed. Zambon
*L'Articolo comparirà sul prossimo numero della "Voce"
(rivista on-line mensile di GAMADI: Gruppo Atei Materialisti Dialettici).
Pubblichiamo su gentile concessione dell'Autore.
Notizia del 28/09/2016 ripresa dal sito www.Lantidiplomatico